HPV (Papillomavirus): cos’è, come si trasmette e come si previene
L’infezione da Papillomavirus umano (HPV) è la più diffusa tra le infezioni a trasmissione sessuale: si stima che tra l’80 e il 90% delle persone sessualmente attive la contragga almeno una volta nella vita, spesso risolvendola senza nemmeno saperlo.
Nella maggior parte dei casi non causa alcun sintomo e regredisce spontaneamente, ma in una piccola percentuale può favorire, nel tempo, lo sviluppo di lesioni precancerose.
Cos’è l’HPV
Esistono oltre 100 tipi di Papillomavirus.
Alcuni ceppi, a basso rischio oncogeno (6-11), causano lesioni benigne come i condilomi genitali.
Altri, ad alto rischio oncogeno (16-18), possono determinare nel tempo alterazioni cellulari a carico delle mucose, in particolare a livello del collo dell’utero.
Come si trasmette e perché passa spesso inosservato
Il contagio avviene principalmente per via sessuale.
La caratteristica che rende l’HPV così diffuso è proprio l’assenza di sintomi evidenti nella maggior parte delle persone infette: chi lo contrae spesso non ne è a conoscenza, e questo favorisce la trasmissione inconsapevole.
I sintomi: donna e uomo
L’infezione da HPV, in sé, non dà segni per anni — è questo il punto critico.
Nella donna, quando qualcosa si manifesta, può trattarsi di condilomi genitali visibili (ceppi a basso rischio).
Le alterazioni legate ai ceppi ad alto rischio sono invece silenti e si rilevano solo con Pap test o colposcopia.
Nell’uomo, nella maggior parte dei casi non compare alcun sintomo evidente, anche se il virus può comunque essere trasmesso; più raramente si osservano condilomi genitali.
È importante sapere che, quando compaiono segnali come sanguinamenti vaginali anomali, perdite insolite, dolore pelvico persistente, oppure — per le forme che interessano il cavo oro-faringeo — mal di gola persistente, voce roca o piaghe che non guariscono, questi non indicano solo l’infezione da HPV, ma una lesione già in fase avanzata.
Per questo la diagnosi precoce non può basarsi unicamente sui sintomi, ma su uno screening regolare.
Il legame con il tumore della cervice uterina
L’HPV è responsabile nel 95% dei casi del tumore alla cervice uterina.
Il tempo che intercorre tra infezione e sviluppo di lesioni precancerose è mediamente di alcuni anni, mentre l’eventuale evoluzione in tumore richiede ulteriore tempo: è un percorso lento, che offre ampie finestre di intervento.
La nota positiva è che si tratta dell’unico tumore per cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità auspica l’eliminazione a livello globale, grazie alla combinazione di prevenzione, vaccinazione e trattamento.
Non riguarda solo le donne
Anche se spesso asintomatica nell’uomo, l’infezione si trasmette comunque.
Per questo la prevenzione è una responsabilità condivisa tra i due sessi, nonché collettiva, e riguarda anche altre sedi oltre a quella genitale, come il cavo oro-faringeo.
Come si previene l’infezione da HPV
La vaccinazione
È raccomandata a ragazze e ragazzi a partire dagli 11-12 anni ed è tanto più efficace quanto prima viene effettuata, è consigliata prima dell’inizio dell’attività sessuale.
Lo screening
Pap test e test HPV-DNA permettono di individuare eventuali alterazioni cellulari prima che diventino sintomatiche, quando sono più facilmente trattabili.
Anche chi è vaccinato deve continuare a sottoporsi ai controlli periodici previsti, perché il vaccino non copre tutti i ceppi ad alto rischio oncogeno.
Domande frequenti
Sì. È la situazione più comune: la maggior parte delle infezioni da HPV, comprese quelle da ceppi ad alto rischio, non da alcun segno visibile.
È per questo che lo screening periodico è lo strumento di diagnosi più affidabile.
Riduce il rischio di trasmissione del 60-70% ma non lo azzera, perché non copre tutte le aree di contatto cutaneo e mucoso.
Sì. Il vaccino non protegge da tutti i ceppi ad alto rischio, quindi lo screening periodico resta necessario anche per le persone già vaccinate.
Nella maggior parte dei casi sì, regredisce spontaneamente, grazie all’azione del sistema immunitario.
Solo una minoranza delle infezioni persiste nel tempo e richiede attenzione.
